Multe e sanzioni per tasse non pagate: cambia tutto col nuovo Decreto, stangate e scappatoie

Multe e sanzioni per le tasse che non sono pagate. Cambia tutto col nuovo Decreto appena approvato. Una grossa stangata.

Il nuovo Decreto del Governo Meloni promette di cambiare le regole del sistema di sanzioni e multe per le tasse non pagate. Introduce dei cambiamenti significativi che mirano a rendere le penalità fiscali più proporzionali e misurate. Questi aggiornamenti sono pensati per dare supporto ai contribuenti in difficoltà economiche.

multe e sanzioni per tasse
Ci sono cambiamenti in tema di multe e sanzioni per tasse, tutti i dettagli – Stedo.it

Il pagamento delle multe e sanzioni sarà per molti un duro colpo. Spesso le tasse sono molto alte e i contribuenti non sono inclini a pagarle completamente. Questo ha suscitato un movimento di ordine da parte del Governo attuale. Scopriamo insieme cosa cambierà.

Multe e sanzioni per le tasse non pagate: cambia tutto col nuovo Decreto

A partire dal 1 settembre, il sistema di sanzioni e multe per le tasse non pagate subirà importanti modifiche grazie al nuovo Decreto approvato dal Governo Meloni. Il nuovo Decreto introduce un calcolo proporzionale delle sanzioni, applicando il principio del ne bis in idem. Che evita la duplicazione dei procedimenti e delle sanzioni per lo stesso fatto materiale. Questo significa che, se un contribuente è già stato sanzionato per un’infrazione, non potrà essere punito nuovamente per lo stesso motivo.

multe e sanzioni diminuite
Il Governo punta alla diminuzione delle multe per coloro che pagano in ritardo le tasse – Stedo.it

Le sanzioni amministrative saranno ridotte, passando da un quinto a un terzo dell’importo attuale. Ad esempio, per chi non presenta la dichiarazione dei redditi o dell’Irap, la multa non sarà più del 240% dell’importo dovuto, ma scenderà al 120%. Allo stesso modo, per la dichiarazione infedele, la sanzione sarà ridotta dal 90-180% al 70%.

Le modifiche più significative riguardano vari aspetti delle sanzioni fiscali:

  • Omessa dichiarazione: la sanzione passa dal 240% al 120%.
  • Dichiarazione infedele: la sanzione passa dal 90-180% al 70%.
  • Omessa registrazione degli atti: le sanzioni oscilleranno tra il 45% e il 120% della somma dovuta.
  • Atti non presentati durante ispezioni: le sanzioni saranno comprese tra i 250 e i 2.000 euro.
  • Disallineamenti sulla dichiarazione di successione e dichiarazioni infedeli dei redditi: le multe saranno tra i 250 e i 1.000 euro.
  • Omissioni nelle successioni: le sanzioni saranno tra i 150 e i 500 euro.
  • Mancato pagamento dell’imposta di bollo: la multa sarà maggiorata dell’80% rispetto alla somma iniziale.

Commercianti e partite IVA

Per i commercianti, le sanzioni per l’omessa o tardiva trasmissione dei corrispettivi giornalieri, o per dati incompleti o non veritieri, saranno limitate a un massimo di 1.000 euro. Per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione delle minusvalenze, la sanzione massima sarà di 30.000 euro, ridotta dai precedenti 50.000 euro.

Le Partite IVA vedranno un tetto per le sanzioni fissato al 60% di quanto dovuto. Inoltre, non si procederà sul penale se non si versano IVA o ritenute in casi di forza maggiore, crisi di liquidità o rateizzazione dei debiti.

Le novità introdotte dal Decreto interesseranno tutti i contribuenti, inclusi lavoratori dipendenti, pensionati, commercianti e titolari di Partite IVA che non hanno potuto pagare le tasse per indisponibilità economica. Il governo ha chiarito che se un contribuente non paga le tasse perché non ha i soldi, non deve essere ulteriormente punito, ma deve essere aiutato a regolarizzare la sua posizione.

Un punto del nuovo Decreto è la possibilità di rateizzare i debiti fiscali. Chi sceglierà questa opzione potrà regolarizzare la propria posizione senza rischiare la confisca dei beni, tranne nei casi più gravi di evasione fiscale.

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