Sampierdarena, tra grattacieli, porti, strade e colline

Sampierdarena, per chi non lo sapesse, è la prima delegazione di Genova, verso la Riviera di Ponente. Una continuazione di Genova

Non può essere considerata una città, anche perché è legata da anni, costituzionalmente, al Comune di Genova e poiché della metropoli ne è una naturale continuazione, soprattutto dopo che, nei primi anni del ‘900, è stato abbattuto il Monte di San Benigno che la separava dal Centro.

Sampierdarena, le origini
Il porto di Genova e l’importanza strategica di Sampierdarena – foto fonte pixabay – stedo.it

Non può essere considerata una città, nonostante i suoi 50 mila abitanti e una storia che parte dagli inizi del secondo millennio per arrivare fino ad oggi, solo perché è stata inglobata (peraltro giustamente) nella grande Genova.

Non si hanno notizie precise sulla nascita di Sampierdarena come centro abitato. Alcuni la fanno risalire all’età augustea, altri, collocandola in un periodo più recente, ritengono che le sue origini si debbano ricercare nell’epoca dei Goti, esattamente nel 725, quando il re longobardo Liutprando si fermò ad attendere le ceneri di Sant’Agostino, provenienti dall’Africa, sulla spiaggia di questo piccolo borgo e quando queste arrivarono le depositò in una piccola “cella” all’interno di una chiesetta costruita dai pescatori del luogo e dedicata a “Sancti Petri ad Arenaria” per essere custodite, prima di essere trasportate a Pavia, capoluogo italico dell’Impero

Questa, quasi sicuramente, è la prima notizia storica riguardante Sampierdarena. Probabilmente attorno alla chiesa esisteva già un piccolo ed autonomo borgo popolato per lo più da pescatori. In questa zona, dove attualmente si trovano la chiesa di Santa Maria della Cella e il palazzo del Municipio, furono edificate le prime case, naturalmente in legno, ed una fortificazione, denominata “castello”, che fungeva da centro per gli scambi sociali e materiali tra i membri della comunità.

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