La stella di Natale era davvero una stella?
di Serena Massolo

In ogni presepio del mondo o sulla
punta dell'albero addobbato è da
sempre presente una “stella cometa”.
In astronomia, però, questa
dicitura non ha alcun senso. Una
stella ha grandi dimensioni, si trova
molto distante dal Sistema Solare e
mantiene una posizione quasi fissa
nel firmamento. La cometa, invece, è
un corpo di piccole dimensioni che si
trova all’interno del Sistema Solare e
si muove seguendo traiettorie variabili.
Quando una cometa si avvicina al
Sole, il calore fa sublimare i suoi strati
di ghiaccio più esterni e si generano
correnti di polvere e gas che formano
la cosiddetta chioma della cometa,
mentre la forza esercitata sulla chioma
dal vento solare causa la formazione
di un enorme coda che punta in direzione
opposta al Sole. Un’ulteriore
e sostanziale differenza tra stelle e
comete sta inoltre nel fatto che le
prime emettono luce propria, mentre
le comete splendono di luce riflessa o
per ionizzazione dei gas di cui sono
composte.
Allora cosa hanno visto i Magi nel cielo:
una stella, una cometa o cos’altro?
Non è facile rispondere, dal momento
che gli elementi certi in nostro possesso
sono pochi. Innanzitutto non
è nota la data della nascita di Gesù.
L’intervallo temporale più accettabile è
il periodo che va dal 20 dicembre al 20
marzo, ovvero all’incirca dal solstizio
di inverno all’equinozio di primavera.
E per quanto riguarda l'anno di nascita?
Nella lettura dei Vangeli vi sono
riferimenti che ci aiutano a fissare un
limite superiore ed uno inferiore alla
nascita di Cristo: tra il 7 a.C. (anno del
censimento voluto da Augusto) ed il
4 a. C. (anno della morte di Erode).
In secondo luogo non è descritto chiaramente
cosa videro i Magi. Secondo
il racconto del Vangelo secondo Matteo
(2,1-12.16), i Re Magi “avevano
visto la stella del Re dei Giudei al suo
sorgere…ed essa “apparve di fronte
a loro, finché si arrestò sul luogo dove
stava il Bambino”.
L'astro chiomato su cui si è posta l'attenzione
degli storici è stato la cometa
di Halley. Innumerevoli studi hanno,
però, dimostrato che questa cometa
apparve nei cieli del nostro emisfero
nell’ottobre dell'anno 12 a.C., periodo
con non combacia con l’anno di nascita
di Gesù. Nessun’altra cometa è
citata dalle cronache del tempo, sempre
molto precise nell’annotare questo
tipo di apparizioni luminose. Un'altra
ipotesi sulla stella di Betlemme venne
formulata dal famoso astronomo Keplero
quando, nel 1604, fu testimone
dell'esplosione di una supernova.
L'astronomo pensò che potesse essere
quello un avvenimento molto simile
alla stella del Vangelo di Matteo. A
sfavore dell'ipotesi della supernova
c'è una critica di fondo: la durata di
molti mesi del fenomeno osservato dai
Magi, che mal si adatta con la limitata
persistenza di una supernova (da pochi
giorni a tre settimane). Lo stesso
Keplero avanzò anche una possibilità
nuova e molto accattivante: nel 7 a.C.
si verificò una spettacolare congiunzione
tra Sole, Giove e Saturno nella
costellazione dei Pesci. L'evento non
fu particolarmente appariscente, ma
di grande valenza simbolica: Giove è
il simbolo della regalità, Saturno è il
protettore del popolo ebraico, mentre
i Pesci, segno d'acqua, erano da sempre
associati a Mosè. Evidentemente
un evento così raro non poteva che
essere interpretato dai Magi, astrologi
d'Oriente, come segno che un nuovo
re, forse il Messia liberatore, stava per
nascere in Israele. L’avvicinamento
dei due pianeti, sviluppatosi per un
periodo di tempo così lungo da accompagnare
i Magi durante tutto il
loro viaggio, sembra davvero essere un
ottimo candidato per l'evento celeste
descritto nel Vangelo di Matteo!
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