Ho letto l'articolo riguardante la telecamera Amt in piazza Barabino. Malgrado giudichi Comune e Amt uno dei tanti mali che ci affliggono, in questo caso hanno fatto a mio parere più che bene perchè, partendo dal presupposto che il pedone va rispettato e salvaguardato, prima non avveniva in quanto il marciapiede era perennemente occupato da auto in sosta e chi doveva transitare verso via di Francia, era obbligato a scendere nella strada, e in corrispondenza della curva da voi menzionata farsi il segno della croce sperando che non giungessero bus, taxi, auto, o peggio ancora moto. Avete mai provato a passarci con una carrozzella, un disabile o semplicemente quando piove?
E poi scusate, chi occupa le corsie gialle in quel tratto di strada o è ottuso o ha del denaro da gettare. Mi domando per quale motivo, se esiste il divieto di transito, si senta il bisogno di transitarvi. Distinti saluti.
A. Pizzamiglio
Gentile lettore, siamo d'accordo con lei sulla sacrosanta necessità di difendere i diritti dei pedoni, molto spesso vittime della strada; siamo concordi altresì nella lotta alla prassi, maleducata ed incivile, oltreché illegittima, di occupare con posteggi selvaggi i marciapiedi impedendo il transito o rendendolo particolarmente difficoltoso, soprattutto per le persone con handicap. Non a caso, più e più volte abbiamo denunciato, tramite le pagine del nostro Gazzettino, situazioni similari. L'articolo oggetto della sua lettera riguardava, però, un altro aspetto: quello delle telecamere posizionate per controllare il transito sulle corsie gialle. In particolare, riteniamo, che l'aver collocato una telecamera subito dopo una curva non serva a proteggere, come lei giustamente invoca, i pedoni e finisca per trasformarsi solo in una gabella per gli automobilisti.
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