I Doria nel XVII, XVIII e XIX secolo

All’inizio del XVII secolo, i figli del principe Gian Andrea I si ripartirono i feudi e le cospicue fortune accumulate dalla famiglia, rappresentati soprattutto dal Principato di Menfi ed il marchesato di Torriglia e di altri possessi. 

A Carlo Doria venne assegnato dall’Imperatore di Spagna il titolo di duca di Tursi.

A Genova i soli nobili che godessero la possibilità di portare il titolo di Principe del Sacro Romano Impero furono i discendenti del grande Andrea D’Oria, mentre gli alti iscritti nell’albo d’oro della nobiltà dovevano accontentarsi del titolo di Magnifico.

Il ramo dei Doria discendente da Lamba si trasferì a Napoli con i titoli di Principi di Angrì e Duchi di Eboli.

A Genova comunque avevano dato cinque dogi; il più importante fu Giovanni Stefano, figlio di Nicola (1578-1643), andato al potere dopo il 1633. Ottenne da papa Gregorio XV il privilegio di eleggere l’abate di San Matteo ed acquisì fama di uomo ricchissimo, assommando le sue rendite a centomila scudi d’oro annui.

 

Anche nel XVIII secolo alcuni esponenti della famiglia Doria si misero in luce nella vita sociale e politica genovese.

Gio Francesco Doria, scrisse, tra l’altro, una Storia di Genova (1745-48). Nel 1751 fondò l’Accademia Ligustica di Belle Arti. Un suo busto marmoreo è visibile ancora oggi all’interno del palazzo dell’Accademia.

Il figlio di Gio Francesco, Giuseppe Maria Doria, venne nominato Ambasciatore della Repubblica a Vienna e, tornato in patria, fu Doge dal 1793 al 95.

Filippo Doria, partecipò alla rivolta popolare contro il governo aristocratico nel 1797. Il 22 Maggio fu ucciso e il suo corpo venne oltraggiato e mutilato dalla stessa folla che, poco prima, aveva atterrato le statue dei Doria situate nell’atrio di Palazzo Ducale.


Giorgio Doria è il primo personaggio importante della famiglia nel XIX secolo. Nacque a Genova nel 1800 e, grazie alle sue grandi qualità politiche, riuscì a godere di alto prestigio sul popolo e sulla nobiltà.

Giacomo Doria (nella foto a destra) deve, invece, la sua fama alla fondazione del Museo di Storia Naturale di Genova nel 1867. Nato a La Spezia nel 1840, fu uno dei più grandi studiosi del XIX secolo. Le sue ricerche scientifiche, in particolare quelle sulla flora e la fauna ligure, diedero risultati di estremo interesse. Nei suoi studi scoprì il primo coleottero cieco di cui si avesse notizia in Italia, che fu, appunto, chiamato “Anaphthamus Doriae”. Contribuì, inoltre, alla fondazione dell’Erbario Crittogamico Italiano e dell’Archivio per Zoologia, Anatomia e Fisiologia.

Fece moltissimi viaggi all’estero dove raccolse prezioso materiale e, quando tornò a Genova, conobbe Raffaello Gestro che divenne un suo stretto collaboratore. Nel 1867 donò al Comune il materiale raccolto, ponendo come condizione che fosse ordinato in un edificio apposito. La prima sede del museo fu villetta Di Negro e, nel 1894, l’Amministrazione Comunale decise di costruire l’attuale palazzo dell’esposizione in Viale Brigate Liguria.